Parliamo di… comunicazione

Por Jeremy Godwin

Cos’è una comunicazione sana e perché è importante per il tuo benessere? È ciò di cui parlero questa settimana su… Parliamo di Salute Mentale — il podcast settimanale sulla cura della tua salute mentale, con idee semplici che puoi mettere in pratica sin da subito.

Quindi, mettiti comodo e parliamo di salute mentale…

Ascolta ora l’episodio del podcast nel lettore Spotify di seguito o continua a leggere per la trascrizione completa.

Trova collegamenti ad altri servizi di podcasting disponibili qui. Nota: l’audio dell’episodio è disponibile solo in inglese.

Oltre al mio podcast, pubblico video sul mio canale YouTube ogni mercoledì (martedì pomeriggio in Nord/Sud America). Questa settimana: perché i confini migliorano la tua salute mentale (e come impostarli) (in inglese, con sottotitoli in inglese).

Guarda la puntata di questa settimana qui sotto o visita il canale su YouTube:

Questo episodio del podcast è stato originariamente rilasciato il 5 giugno 2022.

Ciao e benvenuto all’Episodio 134 e grazie mille per esserti unito a me!

Sono Jeremy Godwin e parlo di come prendersi cura della propria salute mentale. Ho avuto un esaurimento nervoso nel 2011 che mi ha portato ad un periodo di grave ansia e depressione, e questo mi ha fatto intraprendere un viaggio per saperne di più sulla mia salute mentale. Così ho cominciato il mio percorso e ho preso una laurea in psicologia e sociologia, e ora mi dedico a fornire ciò che non riuscivo a trovare quando ne avevo bisogno: semplici consigli su come prendersi cura di sè e migliorare il proprio benessere mentale, offerti da qualcuno che sa davvero cosa si prova a vivere momenti di crisi e sfide quotidiane. In ogni episodio mi concentro su un argomento specifico ed esamino in che modo migliorare quell’aspetto del tuo benessere.

Questo episodio riguarda la comunicazione e parlerò di cos’è la comunicazione, perché è importante e come comunicare in modo sano per il bene della tua salute mentale. Allora, parliamo!

Introduzione

Nel 2016, Dami Im ha rappresentato l’Australia all’Eurovision vestita come una scatola di fazzoletti giganti e cantando sul tentativo di riuscire ad amare tramite Face Time. Ora, non parliamo del motivo per cui l’Australia sia coinvolta in un concorso musicale europeo (è così e basta… lo facciamo!) e nemmeno del fatto che abbiamo in qualche modo convinto i direttori dell’Eurovision che con “face time” intendiamo la conversazione faccia a faccia, con nessun riferimento all’app di Apple con lo stesso nome (dato che è vietato fare riferimento ai prodotti; e si, sono un fan talmente sfegatato dell’Eurovision che conosco parecchie, se non tutte, le regole della gara!)… il punto che penso di voler chiarire qui è che la comunicazione è soggetta a interpretazione e, a volte, è possibilire interpretare una cosa in modi diversi. Ad essere sinceri, è stata davvero un larghissimo giro di parole per arrivare al punto (e, sinceramente, probabilmente era solo una scusa per fare riferimento a Sound of Silence che ci ha fatto finire al secondo posto ed che rimane tuttora il più grande successo che abbiamo mandato all’Eurovision).

Curiosamente, il fatto stesso che mi piaccia usare il mio podcast come luogo per condividere le mie ossessioni per l’Eurovision, le Spice Girls e altri riferimenti casuali della cultura pop, è in realtà una forma di comunicazione in sé e per sé; condivido queste cose perché ti aiutano a conoscermi e a capire un po’ di più ciò che mi fa impazzire (voglio dire, a questo punto nella mia testa ci sono solo i testi delle canzoni degli anni ’90 e le citazioni casuali di Romy & Michele’s High School Reunion). Può essere una vera sfida riuscire ad esprimere pienamente chi siamo e cosa rappresentiamo per le altre persone, specialmente quando possono vederti solo per 30 secondi di Life Advice That Doesn’t Suck su Instagram ogni giorno (video che pubblico sul mio account @jeremygodwinofficial; c’è il link nella descrizione dell’episodio se vuoi seguirmi per contenuti extra!). Non so voi ma, io non sento la necessità che le persone mi capiscano e sappiano da dove vengo, perché non tutti saranno d’accordo con me ed è solo un dato di fatto, ma di certo lo apprezzo se e quando succede… perché, dopo tutto, non vogliamo solo essere visti e apprezzati dagli altri? E sapere che ciò che facciamo e ciò che mettiamo nel mondo conta? È qui che entra in gioco una comunicazione sana e ponderata perché è il modo in cui ci relazioniamo con gli agli altri e, soprattutto, quanto siamo fedeli alla versione più autentica di noi stessi così da essere in grado di far combaciare le nostre parole e azioni alla persona che vogliamo essere.

Allora iniziamo a scavare più a fondo nel tema con alcune definizioni e parliamo di…

Cos’è la comunicazione?

E l’Oxford Dictionary definisce la comunicazione come l’impartire o lo scambiare informazioni parlando, scrivendo o usando qualche altro mezzo di mediazione, così come l’avvenuta trasmissione o  condivisione di idee o sentimenti con successo.

Per dare un punto di vista leggermente diverso, farò qualcosa di totalmente casuale (ma non così strano per questo podcast) e citerò un verso della canzone di Madonna Words,  del suo album del 1992 Erotica (un grande album che è stato trascurato a causa del fatto che ha pubblicato un libro e un film nello stesso momento in cui i suoi pezzi personali avevano un ruolo da protagonista). Ad ogni modo, il verso riguardo le  “parole” dice che la parola sia “una forma linguistica che può essere pronunciata in modo significativo in isolamento”. Mettiamo da parte il fatto che Madonna si è persa tra le definizioni del dizionario mentre parlava di argomenti più volgari, come spesso fa; il motivo per cui lo condivido è che (a) amo la canzone e (b) poche righe dopo dice: “Non usare mezzi termini, non essere evasivo, esprimi la tua opinione, sii persuasivo” e da quando ho deciso di trattare questo argomento un paio di mesi fa, quelle considerazioni sulle parole mi sono passate per la mente più e più volte. Come mai? Perché la comunicazione, che sia attraverso le parole o altri mezzi, riguarda l’esprimere se stessi (un altro tema affrontato spesso da Madonna, stranamente). Si tratta di come aiuti gli altri a capirti e di come esprimi ciò che hai in mente… e tra poco parlerò del perché è importante.

Per prima cosa, però, chiariamo che ci altri modi con cui comunichiamo, oltre alle sole parole, sia dette che scritte. C’è la comunicazione verbale, non verbale (di cui parlerò tra poco), la comunicazione scritta, la comunicazione visiva e l’ascolto (che è molto diverso dal sentire ciò che qualcuno sta dicendo; ascoltare implica prestare attivamente attenzione a ciò che qualcuno sta dicendo oltre a quello che non sta dicendo — questa è comunicazione non verbale e, di nuovo, tornerò su questo tra un po’).

Parliamo velocemente di comunicazione visiva, perché è qualcosa che ci circonda ogni singolo giorno e a cui probabilmente non pensiamo nemmeno. Chiudi gli occhi per un momento e immagina un logo composto da due archi dorati che formano una gigantesca ‘M’ e capisci subito che sto parlando di quel colosso del fast food con il clown, che non nominerò per non violare eventuali diritti d’autore (e curiosità: uno studio olandese ha scoperto che i bambini di appena due anni sono in grado di riconoscere un gran numero di loghi, incluso quello; ho incluso il link dell’articolo nella trascrizione, che troverai gratuitamente in inglese, spagnolo e italiano su letstalkaboutmentalhealth.com.au/episodes — trovi l’articolo qui: https://www.scotsman.com/news/uk-news/sign-times-children-aged-two -riconoscere-loghi-marchio-2512485). Quindi, i loghi e altri segnali visivi sono per noi una scorciatoia per riconoscere rapidamente marchi, luoghi e persino concetti; ad esempio, la Tour Eiffel è immediatamente associata a Parigi, mentre vedere una spunta ci dice che qualcosa è giusto… mentre una croce o ‘X’ ci dice che qualcosa non va. Siamo circondati costantemente da segnali di comunicazione visiva e li usiamo per arrivare velocemente dritti al punto. 

Prima ho anche parlato della comunicazione non verbale, ovvero tutte quelle altre cose che gli altri possono percepire (o che interpretiamo da altri) al di fuori delle parole che vengono pronunciate o dei suoni che vengono prodotti. Sto parlando di espressioni facciali, linguaggio del corpo, persino segnali biologici come sudorazione e contatto visivo. È stato stimato che fino al 93% la comunicazione è non verbale, costituita dal linguaggio del corpo e dal tono, e che le parole effettivamente pronunciate rappresentano solo il 7% di ciò che effettivamente interpretiamo attraverso la comunicazione. Questo è un dato generico e non specifico per tutte le situazioni (e ho incluso il link di un articolo a riguardo nella trascrizione https://www.psychologytoday.com/us/blog/beyond-words/201109/is-nonverbal -communication-numbers-game) tuttavia, se pensi alle tue interazioni con le altre persone, è probabile che presti molta attenzione a come dicono le cose e non solo a ciò che dicono; se qualcuno sta sudando e non ti guarda negli occhi mentre ti parla, probabilmente penserai che sia un po’ insicuro. È interessante notare che quando parliamo al telefono l’elemento del linguaggio del corpo scompare, quindi la nostra interpretazione si basa soprattutto sul tono della persona più che sulle sue parole effettive (anche se, in realtà, chi parla più al telefono a meno che non ci sia alternativa!). Quindi, con tutto questo in mente, ora parliamo di…

Perché la comunicazione è importante

Ed è importante perché la maggior parte, se non quasi tutte, delle nostre incomprensioni e conflitti accadono a causa di problemi di comunicazione. Noi esseri umani siamo molto strani, in quanto alla maggior parte di noi non piace particolarmente il conflitto (con l’eccezione dei politici e dei complottisti, che sembrano prosperare su di esso), eppure spesso finiamo per creare conflitti con altre persone semplicemente perché non siamo stati premurosi nel modo di trattarli o perché non abbiamo comunicato i nostri bisogni e desideri (o entrambi).

C’è un vecchio detto che dice: “Dì quello che pensi, pensa quello che dici, ma non essere meschino,” e ora lo analizzo pezzo per pezzo. In primo luogo, “dì quello che pensi” riguarda l’essere diretto e onesto quando comunichi con gli altri. Come mai? Perché si taglia la testa al toro e si va dritti al punto, il che riduce la probabilità di incomprensioni. Puoi farlo con tatto, e tra poco ci tornerò. La seconda parte del detto è “pensa quello che dici” e riguarda l’essere coerenti e far sì che le tue parole corrispondano alle tue azioni (e viceversa); per esempio, non dire una cosa e poi fai l’esatto contrario. E poi la terza e ultima parte di quel detto è “ma non essere meschino” e penso che sia abbastanza chiaro: puoi essere onesto senza essere scortese, e tutto ciò che serve è davvero un po’ di considerazione e concentrazione sul linguaggio positivo piuttosto che su quello negativo (per esempio, concentrandoti su ciò che vuoi piuttosto che su ciò che non vuoi).

Dico tutto questo perché il fatto è che riuscire a comunicare i tuoi sentimenti e bisogni, può permettere ad altre persone di capirti meglio… e non vorremmo essere tutti compresi? Sono abbastanza certo di non essere il solo a desiderare una vita pacifica, libera da gravi conflitti e tragedie, e l’unico modo per farlo è essere diretto e onesto su ciò che vuoi e di cui hai bisogno, pur essendo disposto ad ascoltare — ascoltare davvero — anche ciò che le altre persone dicono sui loro desideri e bisogni. E l’altra cosa che devi ricordare è che non sei un leggi la mente delle persone e nemmeno gli altri; il fatto è che le altre persone non sapranno mai di cosa hai bisogno se non glielo dici tu… quindi, se vuoi o hai bisogno di qualcosa devi dirlo perché nessuno potrà mai indovinare cosa stai pensando! E, a questo proposito, l’onestà è davvero la via migliore, perché così sai a che punto sei. Potresti non voler sempre ascoltare tutto ciò di cui hai bisogno, ma è meglio conoscere la verità in modo da poter gestire la situazione così com’è piuttosto che lavorare con false pretese.

Probabilmente l’altro punto importante che voglio sottolineare qui è che una sana comunicazione non riguarda solo la tua comunicazione con gli altri; si tratta anche di te che comunichi con te stesso. Senza dubbio suona molto filosofico, ma ascoltami: se hai intenzione di essere onesto con gli altri, devi prima essere onesto con te stesso, in termini di bisogni e desideri (e soprattutto dove potresti avere bisogni che non sono soddisfatti). Negli episodi passati, ho parlato molto di come essere fedeli a se stessi giochi un ruolo fondamentale per una migliore salute mentale (ne ho parlato nell’episodio 110 sulla soddisfazione e nell’episodio 55 sull’autenticità), e il fatto è che essere onesti con se stessi su ciò che desideri e di cui hai bisogno nella vita è probabilmente l’aspetto più fondamentale ed essenziale per migliorare la tua salute mentale… dopotutto, se non sei in grado di essere onesto con te stesso, allora come potrai esserlo con le altre persone?!

Quindi come riuscire a fare tutto questo? Bene, entriamo nella parte del “come fare” di questo episodio e parliamo di…

Come comunicare in modo sano per il bene della tua salute mentale

Innanzitutto, sii riflessivo, perché parlare senza pensare è come decidere mettersi in viaggio e attraversare un paese intero senza una mappa o GPS; probabilmente ti perderai lungo la strada. Pensa prima di parlare e ricorda che le azioni parlano molto più forte delle parole. Prendersi il tempo per pensare permette di rispondere in modo ponderato piuttosto che limitarsi a reagire. OK, il prossimo…

Conosci te stesso – e questo riguarda la consapevolezza di sé (di cui ho parlato nell’episodio 62) in modo da non finire a sabotare te stesso (e ho parlato dell’auto sabotaggio nell’episodio 126). So che tendo ad essere impaziente e che mi preoccupo facilmente (non dirmi mai che mi devi parlare la prossima settimana perché passerei tutto il tempo a preoccuparmi di cosa potrebbe essere!), quindi so che devo essere conscio di questi fattori quando comunico con gli altri in modo che le mie reazioni emotive non si intromettano. Parte di ciò implica anche sapere cosa conta davvero per te (che ho trattato nell’episodio 3 sulle priorità) perché così puoi lasciar andare le cose che in realtà non contano. OK, il prossimo…

Scegli saggiamente il tuo mezzo di comunicazione, perché c’è una grande differenza tra un messaggio e una telefonata, così come c’è un’enorme differenza tra una telefonata e una conversazione faccia a faccia. Email, DM e messaggi sono il modo peggiore in assoluto per comunicare qualsiasi cosa di qualsiasi importanza perché si perde completamente tutta la comunicazione non verbale; non solo il linguaggio del corpo, ma anche il tono. E indovina cosa succede? I nostri cervelli danno il tono! Hai mai letto un’e-mail e pensato: “Wow, è stato davvero duro!” e poi parli con la persona e ti sei reso conto che semplicemente l’avevano scritta di fretta? Le email fanno assolutamente schifo; usa la comunicazione scritta solo per messaggi brevi e diretti che non richiedono alcuna comprensione emotiva e conserva tutto il resto per una conversazione reale. Va bene, il prossimo…

Scrivilo se necessario, e questo potrebbe sembrare l’opposto rispetto a quello che ho appena detto, ma abbi pazienza… quello che voglio dire qui è che invece di lasciare che i tuoi pensieri si inaspriscano nella tua mente o, peggio ancora, vengano sputati fuori senza pensarci (creando un pasticcio), scrivili per toglierteli dalla testa prima di fare qualsiasi altra cosa (e per l’amor del  ielo, non inviarlo a nessuno o condividerlo con nessuno – non leggerlo nemmeno tu stesso, perché tutto ciò che stai facendo qui è toglierti i pensieri dalla testa in modo da poterli gestire in un modo più intelligente). Questo è particolarmente utile quando ci sono problemi o conflitti, e in effetti questo porta al mio prossimo punto …

Sii pronto, perché fallire nel pianificare significa fallire! Se hai bisogno di parlare di un problema o di una questione, specialmente se c’è un conflitto tra te e qualcun altro, non irrompere come un toro in un negozio di porcellane; invece, prenditi un momento per pensare a cosa ti serve e perché in modo da poter poi pensare cosa vuoi comunicare – e perché – ben prima di aprire bocca (o di scrivere quel messaggio). E già che ci sono, ti incoraggerò anche a essere preparato a negoziare e trovare un punto d’incontro ove necessario; una comunicazione efficace non riguarda chi vince, ma come si va avanti. OK, il prossimo…

Ascolta – e questo significa ascoltare davvero. C’è una citazione di una fonte sconosciuta che dice: “Il più grande problema di comunicazione è che non ascoltiamo per capire; ascoltiamo per rispondere”. Non essere quella persona che sta lì seduta ad aspettare che l’altra persona prenda fiato in modo da poter irrompere con la citazione ferocemente brillante a cui hai pensato tre minuti fa; ricorda che la comunicazione è una strada a doppio senso, non solo un’opportunità per parlare ‘a’ qualcuno senza interessarsi di lui o lei e dei suoi bisogni. Ascoltare in modo attivo ti aiuta a costruire più empatia verso l’altra persona, e questo porta al mio prossimo punto…

Usa le domande aperte per raccogliere informazioni, perché quando poni domande chiuse, quelle che riceveranno solo una risposta “sì” o “no”, non stai davvero scoprendo di più sulla persona o sulla situazione; stai solo confermando i tuoi pensieri o raccogliendo le informazioni specifiche che desideri. Le domande aperte (che iniziano con chi, dove, cosa, perché, quando e come) ti consentono di esplorare l’argomento in modo più dettagliato e aiutano anche l’altra persona a capire inconsciamente che sei disposto ad ascoltare (cosa che davvero spero tu sia!). OK, il prossimo…

Arriva al punto – ed è divertente che sia io a dirlo, perché mi piace perdere il filo del discorso molto spesso, ma una comunicazione efficace consiste nell’essere in grado di aiutare l’altra persona a capire quello che intendi con il minor numero di parole possibile. Ciò significa essere diretti, piuttosto che girare intorno a ciò che vuoi o hai bisogno di dire. Va bene, il prossimo…

Evita affermazioni assolute – e questo è principalmente per situazioni di conflitto (sebbene ti aiuterà anche a evitare conflitti!); non dire cose come “fai sempre questo” o “non fai mai quello” perché (a) nessuno fa o non fa qualcosa il 100% delle volte (voglio dire, dobbiamo prenderci una pausa per dormire e mangiare ogni tanto) e (b) non si sta facendo nient’altro che istigare l’altro; quando qualcuno ti accusa di fare sempre o di non fare mai qualcosa, molti di noi possono entrare in modalità di spegnimento emotivo o, all’estremo opposto, potremmo entrare in modalità combattimento. Tieni a mente che la prima regola di una sana comunicazione è questa: non inimicarti le persone e non farle incazzare! Ho parlato del conflitto nell’episodio 88, se desideri esplorare l’argomento in modo più dettagliato. OK, il prossimo…

Meno giudizio, più empatia – e questa è fondamentalmente un’estensione del punto precedente sul non far incazzare le persone… niente fa perdere la pazienza alle persone come il permettersi di giudicarle, quindi non farlo. Siamo tutti individui unici con i nostri desideri, bisogni, valori, convinzioni ed esperienze di vita ed è la nostra diversità e unicità che ci rende umani; solo perché non sei d’accordo con qualcuno, questo non lo rende cattivo, lo rende diverso da te. Cerca di trovare un terreno comune se puoi, ma almeno scegli di affrontare la conversazione con una mente aperta e concentrandoti sulla risoluzione dei problemi in modo da poter andare avanti. E questo porta al mio prossimo punto…

Sii consapevole delle tue emozioni, perché il tuo stato emotivo probabilmente influenzerà il modo in cui reagisci (qualcosa di cui ho parlato nell’episodio 57, sulle emozioni) e, come ho detto prima, vuoi rispondere in modo ponderato piuttosto che limitarti a reagire. Fermati per raccogliere i tuoi pensieri prima di rispondere, o fai anche una pausa se necessario, e qualunque cosa tu faccia ricorda che in nessun caso dovresti reagire solo per rabbia o paura, perché molto probabilmente questo ti porterà in un grande pasticcio. che potrebbe peggiorare la situazione. Ho detto molte volte nel podcast che per i primi 5-10 secondi di una reazione emotiva ci muoviamo per puro istinto e la nostra ragione impiega alcuni secondi per agire… quindi invece di reagire impulsivamente, fermati e respira con calma per 10-15 secondi e poi inizia a pensare a come potresti rispondere. OK, il prossimo…

Sii consapevole del tuo linguaggio del corpo e del tono, perché puoi pensare alle parole che dici quanto vuoi, ma se hai le braccia incrociate e alzi gli occhi al cielo, anche questo creerà un pasticcio! Parte di quella “pausa”, di cui ho parlato prima, consiste nel concedersi il tempo di stabilizzarsi dopo una reazione emotiva, quindi una volta che ti senti più calmo pensa a come puoi trasmettere la tua disponibilità a parlare e ascoltare attraverso il tuo linguaggio del corpo e il tuo tono. OK, il mio prossimo punto è…

Presta all’altra persona tutta la tua attenzione quando comunichi – e questa è solo una cortesia di base! Non c’è niente di peggio che parlare con qualcuno che sai non prestare attenzione a te, quindi metti giù il telefono e offri alla persona il beneficio della tua piena attenzione; fidati di me, lo apprezzeranno e impedirà alle cose di degenerare! E, abbastanza casualmente, il mio prossimo punto è correlato ed è…

Affronta piccoli problemi prima che diventino grandi, perché se lasci le cose troppo a lungo senza affrontarle, queste hanno la tendenza a diventare sempre più grandi fino a quando non esplodono. Guarda, pochissime persone si sentono a proprio agio con i conflitti (perché siamo programmati per voler andare d’accordo con gli altri), ma cosa preferiresti: un po’ di disagio ogni tanto, o discussioni e drammi veri e propri perché hai lasciato le cose a marcire e ora è fuori controllo? Solo una di queste opzioni è salutare e non è il lasciare andare a male! E ho parlato del disagio nell’episodio 132 e del coraggio nell’episodio 130, inoltre se sei incline a rimandare questo tipo di discussioni difficili, potresti trovare utile l’episodio 129 sulla procrastinazione. E quindi il mio prossimo punto è…

Richiedi supporto, perché a volte hai solo bisogno di un po’ di aiuto e supporto, soprattutto se ci sono interruzioni di comunicazione. Potresti parlare con un amico fidato, un familiare, un mentore o un collega, oppure potresti cercare servizi di mediazione se ci sono seri problemi di comunicazione. E, come faccio spesso in questo podcast, potresti anche trovare utile lavorare con un professionista (come uno psicologo, un coach o un terapista, a seconda della tua situazione) in modo da poter ottenere alcune indicazioni su come comunicare le tue esigenze in modo sano e diretto.

Riepilogo e chiusura

Perché quando si tratta di comunicazione e salute mentale, tutto si riduce a questo: nessuno in questo mondo può leggere la tua mente, quindi se vuoi qualcosa o hai bisogno di qualcosa, sta a te esprimerlo. Comunicare i tuoi bisogni in modo chiaro e assertivo è qualcosa che puoi fare con gentilezza, lealtà, equilibrio ed empatia e richiede che tu sia aperto oltre ad essere disposto ad ascoltare veramente. Una comunicazione sana non consiste nel convincere qualcuno del tuo punto di vista; si tratta di trovare un terreno comune e scegliere di negoziare una via da seguire accettabile da entrambe le parti.

A te la scelta, così come per tutto ciò che riguarda il tuo benessere… quindi, quale scelta farai oggi? 

Ogni settimana mi piace concludere condividendo una citazione sull’argomento della settimana e ti incoraggio a dedicare qualche secondo per rifletterci davvero e capire cosa significa per te. 

La citazione di questa settimana è di un autore sconosciuto, ed è:

La cattiva comunicazione pone fine a molte cose buone. Una buona comunicazione pone fine a molte cose brutte.”

Autore sconosciuto

Va bene… per questa settimana è tutto.

La prossima settimana parlerò di scelte. Nell’episodio 50 ho parlato di come hai sempre la scelta nella tua vita, e di come questo modella ciò che fai o non fai, e poiché l’idea di “scelta” è una componente fondamentale del lavoro che faccio e dei messaggi che condividi qui sul podcast, voglio portare ulteriormente quell’argomento ed esplorare come le scelte che facciamo modellano le nostre vite in modi che potremmo non comprendere mai completamente. Quindi la prossima volta parlerò di cosa sono le scelte, perché le tue scelte contano e come fare scelte sane per il tuo benessere.

Spero che ti unirai a me per quell’episodio, che uscirà domenica 12 giugno 2022.

Se questo episodio ti ha aiutato, mi piacerebbe se lasciassi una recensione a cinque stelle sulla piattaforma su cui mi stai ascoltando, o vai sul mio Instagram @ltamentalhealth e fammi sapere. E se vuoi supportare me e il mio lavoro, allora ho un Patreon dove offro vantaggi esclusivi per i miei sostenitori; troverai il link nella descrizione dell’episodio, inoltre è collegato al mio sito Web all’indirizzo letstalkaboutmentalhealth.com.au (dove puoi anche iscriverti alla mia newsletter gratuita, dove condivido una rapida dose di ispirazione per la salute mentale ogni giovedì).

E ho anche un canale YouTube dove pubblico nuovi video ogni mercoledì… quindi, se desideri ancora più contenuti sulla cura della tua salute mentale, unisciti a me laggiù (e anche questo è collegato nella descrizione dell’episodio)!

Grazie mille per esserti unito a me oggi. Prenditi cura di te stesso e fai uno sforzo consapevole per condividere positività e gentilezza nel mondo, perché riavrai ciò che hai messo fuori. Abbi cura di te e alla prossima!

Jeremy 🙂

Let’s Talk About Mental Health è prodotto con orgoglio da Reconnaissance Media, aiutandoti a trovare significato e gratitudine. Per ulteriori informazioni, visitare il sito ricognizionemedia.com 

Let’s Talk About Mental Health. © 2022 Jeremy Godwin.

Le informazioni fornite in questo episodio sono di conoscenza generale sull’argomento e non costituiscono un consiglio. Dovresti consultare un medico e/o un professionista della salute mentale se hai problemi con la tua salute mentale e il tuo benessere. Troverai ulteriori informazioni nella pagina Risorse di questo sito web.

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